Budapest caos!

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Budapest caos – Nella stazione ferroviaria di Budapest bloccati «fino a nuovo ordine» i treni di chi vuole raggiungere il nord Europa. Inviati al confine serbo 3.500 militari. Polemica tra Austria e Germania sull’accoglienza e la registrazione: «Gli accordi di Dublino sono validi»

Traffico sospeso per oltre un’ora ieri nella stazione ferroviaria di Budapest che è stata chiusa a causa dell’arrivo di treni con a bordo centinaia di migranti diretti verso Austria e Germania.

«Nessun treno arriverà o partirà dalla stazione di Keleti fino a nuovo ordine – è stato il messaggio diffuso con gli altoparlanti – Chiediamo a tutti di andare via».

Nel primo pomeriggio, poi, la polizia ha anche sgomberato la piazza davanti alla stazione usando i gas lacrimogeni contro le centinaia di migranti che si erano accalcati nella speranza di poter partire.

Altri 3.500 soldati inviati sul confine con la Serbia

Il portavoce del governo, dichiara che la stazione sia stata chiusa per poter applicare le normative dell’Unione Europea:

«applicare la normativa Ue, che richiede agli extracomunitari che vogliano muoversi all’interno dell’area Schengen di avere un passaporto e un visto»

Il ministro della Difesa, Csaba Hende, ha annunciato in Parlamento l’invio di altri 3.000-3.500 militari sul confine sud del Paese, da dove arriva la maggioranza di questa fiumana di gente, in sostegno alla polizia. I migranti arrivati in Ungheria sono passati dalla rotta dei Balcani, attraverso la Turchia, il Mar Egeo e la Grecia, la Macedonia e la Serbia, riuscendo a entrare nel paese nonostante una barriera di 175 chilometri costruita nel mese di agosto lungo il confine meridionale.

Budapest: «Respingeremo tutti i migranti economici»

Nel pomeriggio il ministro degli Esteri Peter Szijjarto ha annunciato che l’Ungheria intende registrare tutti i migranti che entrano nel paese e rimpatriare quelli economici: «Effettueremo tutte le procedute – ha spiegato – anche se non siamo il primo Stato membro in cui entrano. Registreremo tutte le persone che chiederanno asilo e, se il parere sarà positivo, potranno restare. Altrimenti, non possiamo farci carico del fardello dei migranti economici e torneranno da dove sono venuti». Inoltre, Szijjarto ha attaccato l’Unione europea per il sistema delle «quote», sostenendo che «incoraggia i migranti e i trafficanti di esseri umani.

Possibile solo il traffico locale

La notizia della chiusura della stazione era stata diffusa, anche via social, dalla compagnia di trasporti di Budapest Bkk. La stazione Keleti si trova nella zona est della città, dove centinaia di migranti sono in attesa. Alcuni, muniti di regolare biglietto, hanno anche perso il treno in partenza questa mattina. Dopo oltre un’ora di blocco la stazione principale della capitale è stata riaperta al solo traffico locale, ma non è stato consentito l’accesso ai migranti, e nelle aree intorno alla piazza vengono controllati i passaporti di chiunque voglia passare. I treni sono stati fermati nelle piccole stazioni della periferia e deviati. Anche nel pomeriggio non sono mancati incidenti, con la polizia ungherese che ha creato un nuovo cordone di sicurezza mentre centinaia di migranti inneggiavano nuovamente alla Germania.

Lunedì già 2 mila persone arrivate a Monaco Di Baviera

Sempre da Budapest, lunedì, erano già partiti centinaia di rifugiati verso Vienna e Berlino: dopo lo stop dei controlli della polizia in Ungheria, nelle ultime 24-30 ore sono arrivati a Monaco di Baviera fra i 2000 e i 2200 migranti . Martedì in Ungheria non sono mancate le proteste. I migranti fermi alla stazione di Budapest vogliono partire e alcuni gridano: «Germania, Germania».

3650 migranti in treno a Vienna: «Merkel chiarisca»

L’emergenza sta investendo praticamente tutti i paesi dell’est europeo e non solo. Lunedì 3.650 migranti sono arrivati in treno a Vienna: mai così tanti in un solo giorno dall’inizio dell’anno, ha spiegato la polizia austriaca, dopo che quella ungherese ha lasciato salire sui treni i profughi. «Stiamo cercando di verificare quanti di loro siano richiedenti asilo», ha riferito il portavoce della polizia, Patrick Maierhofer. E proprio il ministro dell’Interno dell’Austria, Johanna Mikl-Leitner, ha chiesto alla Germania di chiarire la sua posizione sulle regole europee relative all’asilo in modo che ai rifugiati in Ungheria non vengano date false speranze. «Ci sono rumors secondo i quali la Germania sta addirittura mandando treni a Budapest per prendere i rifugiati. La cosa più importante è che la Germania informi i rifugiati in Ungheria che gli accordi di Dublino non sono stati sospesi», ha detto la ministra austriaca. Ad agosto Berlino ha indicato che avrebbe dato uno status speciale ai rifugiati siriani, suscitando confusione sul se siano ancora in vigore i cosiddetti accordi di Dublino, in base ai quali i migranti devono chiedere asilo nel primo Paese Ue in cui arrivano.

Berlino: «Non ci sono corresponsabilità»

Non è tardata ad arrivare la replica di Berlino. Durante una conferenza stampa congiunta insieme al premier spagnolo Mariano Rajoy, Angela Merkel ha spiegato di non vedere «corresponsabilità» nella situazione che si sta verificando in Ungheria, dove migliaia di migranti chiedono di andare in Germania. La cancelliera ha sottolineato che le regole di Dublino in Europa valgono ancora, anche se la Germania ha annunciato che di fatto rinuncerà a mandare indietro i siriani in arrivo nel Paese. Merkel ha poi sottolineato che, per gestire l’emergenza, «abbiamo bisogno che i centri di registrazione per i migranti in Grecia e Italia vengano velocemente realizzati».

12 mila islandesi vogliono accogliere i siriani

Intanto arrivano anche notizie anche dalla lontana Islanda. Dopo che il governo di Reykjavik si era limitato ad offrire ospitalità a massimo 50 profughi siriani, oltre 12.000 islandesi si sono impegnati su Facebook ad accogliere altrettanti disperati in fuga da Damasco, martoriata da oltre 4 anni di guerra civile. A lanciare l’iniziativa è stata domenica scorsa la professoressa e scrittrice Bryndis Bjorgvinsdottir. L’iniziativa, che ha raccolto un immediato successo, ha spinto il ministro del Welfare Eyglo Hardardottir ad aprire all’iniziativa, ricordando come, la remota isola che ha solo 330.000 abitanti, lo scorso anno ha già accolto 1.117 migranti.

Solidarietà da tutta europa ma…

L’intera Unione Europea cerca di fare quanto più possibile per aiutare i paesi innondati dai migranti, e si offrono di ospitare, di farsi carico dei migranti, esemplare l’Islanda che tramite una azione virale sui social si è detta disposta ad ospitare fino a 12mila unità. Ma c’è anche chi cerca di guadagnare da questa situazione, cittadini ungheresi meschini e senza scrupoli, che vendono ai poveri migranti biglietti a caro prezzo e che per di più non potranno utilizzare per via del divieto imposto dal governo Ungherese.

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