Concesso diritto di visita alla mamma

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Il tribunale dei minori di Milano ha deciso: la mamma killer, Martina Levato, potrà vedere suo figlio

Martina Levato, la mamma del piccolo Achille, nato a Ferragosto, potrà vedere una volta al giorno il figlio. La decisione è stata presa dai giudici del tribunale per minorenni di Milano con un provvedimento “cautelare e urgente “, dopo una lunga camera di consiglio. Concesso diritto di visita alla mamma che potrà vedere il figlio solo in presenza di operatori sanitari e con una visita di durata contenuta. Martina Levato, secondo questo provvedimento, potrà vedere suo figlio soltanto “una volta al giorno” e limitatamente “ad un momento di durata limitata” e “con l’esclusione dell’allattamento, alla presenza di un operatore sociosanitario”.
I genitori di Martina sono molto felici e soddisfatti per il provvedimento del Tribunale per i minorenni che ha concesso alla figlia e a loro stessi di vedere il piccolo nato a ferragosto.
Il tribunale ha aperto, sotto richiesta del pm dei minori Annamaria Fiorillo, il procedimento di adottabilità del bambino sul quale, però, dovrà poi esserci una decisione successiva nel merito.

In attesa di aprire un’istruttoria per esaminare gli svariati risvolti della vicenda, il Tribunale dei minori ha deciso di affidare il bambino, figlio della “coppia diabolica” al Comune di Milano, con la nomina di un tutore legale in attesa di una decisione sull’affidamento.
Martina Levato, che ha partorito tre giorni fa alla clinica Mangiagalli di Milano il piccolo, è stata condannata insieme al compagno Alexander Boattcher a 14 anni di reclusione per l’aggressione con l’acido ai danni di Pietro Barbini. Secondo Stefano De Cesare, il difensore della donna, Martina quando verrà dimessa dalla clinica Mangiagalli dovrebbe essere portata all’Icam, istituto per detenute madri con figli, con il piccolo, come stabilito dal gip di Milano su richiesta del pm Marcello Musso.

Boettcher chiede di riconoscere il bambino attraverso una lettera scritta dal suo avvocato,al Garante dei detenuti e al Comune di Milano, indirizzandola al sindaco Giuliano Pisapia, per avere chiarimenti sulle procedure di riconoscimento del figlio. L’uomo non è stato infatti ancora in grado di firmare i documenti per il riconoscimento del bimbo nonostante il nullaosta arrivato dal tribunale di Milano glielo permettesse.

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